A Proposito di me

Susanna Ghersi

Artista

Profilo artistico

 

Susanna Ghersi incomincia gli studi artistici a Roma nei locali del III° Liceo Artistico avendo come insegnanti i maestri come Edolo Masci e Valeriano Ciai. Prosegue il suo iter artistico all’Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di pittura del prof. Turchiaro. Ha frequentato gli ambienti artistici tra cui lo studio del maestro ed amico Wolfango Telis e i laboratori di incisione dei maestri Duilio Rossoni e Giuseppe Gambino. Ha esposto in varie Gallerie ed associazioni culturali; ha insegnato disegno e storia dell’arte in vari Istituti superiori di Roma tra cui l’istituto superiore di cinematografia “Roberto Rossellini”, attualmente si occupa di grafica, scenografie, ed insegna Arte ed immagine a Roma.........

Scrivono di lei........

 

Le opere di Susanna sono caratterizzate da un’estrema sensibilità segnica, sensibilità presente negli ultimi lavori , ma che già si era manifestata nelle primissime realizzazioni su supporti estremamente difficili come vetro e altri  più propriamente tradizionali come la grafica su carta.

 

Susanna proviene infatti da un’ottima scuola che ha formato le sue capacità a livello di segno, e mi riferisco qui agli ancora validi laboratori incisori dell’accademia di Belle Arti, luoghi disordinati e fumosi, esalanti vapori acidi, entro i quali si annidano insospettabilmente, talenti in nuce che poi non sempre, abituati come sono all’immediatezza e autenticità della bottega, riescono a sopravvivere tra le difficili e sovente indecifrabili regole del mondo  “pubblico” dell’arte.

 

Nel caso di Susanna, mi limiterò a segnalare l’incredibile energia emergente sin dalle prime prove incisorie, così come il talento per gli accostamenti cromatici nelle tele e nei grandi vetri di gusto più prettamente informale (se ne trovano ancora tracce in un unico lavoro “ inscatolato” in questa mostra, e proprio da tale necessità di frenare un flusso che a volte la stessa artista avverte come incontenibile, sono scaturiti i lavori di cui oggi siamo chiamati a occuparci tentando, per quanto possibile, di renderne il senso profondo al di là delle etichette qui peraltro difficilmente esprimibili.

Sposare la logica e l’azione, inventare un territorio di  confluenza di due tendenze artistiche che nella maggior parte dei casi, sono convissute parallelamente, è la sfida originale di quest’artista e delle sue sculture-grafiche che fondono il concetto del progetto e del bozzetto a quello del lavoro finito, della razionalizzazione dell’idea. E’ un risultato interessante, che merita approfondimenti. In tal senso l’augurio di uno sviluppo ulteriore dell’idea è il minimo da parte di chi, come chi scrive, si trova nella non sempre facile condizione di tracciare un ponte tra lo spettatore e l’universo mentale, frastagliato, ma pur sempre obbediente alle regole segrete dell’arte, del creatore di forme e idee.

 

Abbandonando gli ultimi sprazzi di energia informale, Susanna Ghersi ha riassemblato i disegni all’interno di strutture metalliche vagamente assimilabili a quelle stesse strutture che a volte, da occhio profano, ci capita di capita di scorgere su pubblicazioni scientifiche, disegni su carta che testimoniano il suo irrompere frenetico sulla superficie.

 

Affascinata come solo un’artista può esserlo, cogliendo i lati meno ovvii della questione, dalle leggi della meccanica quantistica e della natura corpuscolare dell’Universo e della sua conseguente entropia, Susanna intrappola all’interno delle sue strutture la sua stessa energia disegnativa, quasi a fissare una frazione di un’area, di uno spazio delimitato, un flusso di segni altrimenti incontenibile. Il risultato è una vera e propria contaminazione tra l’essenzialità e il rigore della “cornice” e l’esuberanza barocca del disegno, e allo stesso spettatore resta la perturbante sensazione di dover necessariamente approfondire la visione delle due opposte istanze; ci accorgiamo che Susanna è riuscita nell’intento di intrappolare la nostra attenzione, di catalizzarla verso forme di pensiero che sempre più si aprono alla comprensione di universi costruiti secondo regole che forse ci si può ancora inventare.

 

Sposare la logica e l’azione, inventare un territorio di confluenza di due tendenze artistiche che nella maggior parte dei casi, sono convissute parallelamente, è la sfida originale di quest’artista e delle sue sculture-grafiche che fondono il concetto del progetto e del bozzetto a quello del lavoro finito, della razionalizzazione dell’idea. E’ un risultato interessante, che merita approfondimenti. In tal senso l’augurio di uno sviluppo ulteriore dell’idea è il minimo da parte di chi, come chi scrive, si trova nella non sempre facile condizione di tracciare un ponte tra lo spettatore e l’universo mentale, frastagliato, ma pur sempre obbediente alle regole segrete dell’arte, del creatore di forme e idee.

 

                                                                                                                                                                          Tiziana  D'achille  

 

 

 

Ha scritto di lei :

 

Susanna quando lavoro...

vivo in una dimensione che mi assorbe completamente nella quale mi sento bene ;come essere vissuto dalla vita. Questa, la riflessione immediata guardando i tuoi lavori. Il tipo di raffigurazione a volte frontale degli oggetti, privata di ogni celebrità degli eventi umani, fa pensare alle sacre rappresentazioni dove il soggetto è alquanto ritualizzato e consegnato alla memoria. Tratti il foglio di carta e il supporto come un blocco di appunti su cui provi, cancelli e ritenti, evidenziando norme artistiche antiche; l’anima della tua ricerca. Il tuo lessico fatto anche di frasi, immagini, colori e segni sovrapposti, sono parti integrante della struttura dell’opera, fondendosi in una alchimia pittorica. Le intromissioni del reale, sono un prolungamento della quotidianità, non un controcanto naturalistico o simbolico. Le figure femminili che rappresenti, le poni in movimento di contorsione e di danza dove ogni cosa ha un’anima e un’intenzione. Il tempo è uno stato d’animo.

 

E’ in funzione di ciò, che ti poni domande sulle ragioni dei tuoi segni e dei gesti pittorici in un intarsio delicato intrecciando i sentimenti di artista e di madre, metafora di inquietudine e impossibilità di affermare i fantasmi della propria anima.

 

Ascolti aspetti di questo universo al tempo stesso analizzato con profonda comprensione e tenuto a sofferta distanza.

 

Con questi “percorsi segreti” buttati giù inizialmente come appunti preparatori, sei riuscita, grazie alla tua sensibilità e tenacia artistica, a ricostruire un pentagramma di musicalità pittorica, dove la concezione dello spazio-tempo animato e spiritualizzato, penetra e scivola aldilà della separatezza, inglobando il tuo tempo interiore attraverso il gesto pittorico. A presto con nuovi progetti.

 

 

                                                                                                                                                                                       Wolfango Telis                                                                                                                                                              

La danza del tempo

 

Tempo tu continui a danzare,

ti seguo agganciata alle ore, ai tuoi giorni.

Vorrei incastonare momenti come pietre preziose,

chiuderti in ermetici scrigni, bloccare fotogrammi di film senza fine,

restringere spazi irraggiungibili  per assaporare silente

 il gusto del ricordo di attimi passati.

Fatti domare o tempo inarrestabile!

Sono qui, sola mentre tu divieni, scorri, procedi ed io ho paura

circondata da strade percorse e percorribili,

attraversate dall’intangibile, da individui attoniti che procedono nell’incerto.

Voglio ascoltarti, raggiungerti, fermarti, per osservarmi

e guardare silente ciò che diviene,

rivedere la vita nell’onnipotenza di poter calpestare la tua ombra.

 

           

                                                                                        Susanna Ghersi

 

 

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